Diritto di pesca a Como

08Giu

Diritto di pesca a Como

COMUNICATO STAMPA n.7

Siamo costretti a ripetere che ci è sempre più difficile dare credito a questa maggioranza: sia essa con o senza Forza Italia, oppure con il supporto “tattico” di ciò che resta della lista Rapinese.

La discussione sul regolamento di Polizia Urbana, che se approvato renderebbe impossibile la pesca amatoriale e sportiva lungo sponde del lago, è l’ennesima dimostrazione di come la politica delle “maggioranze” sia distante dai cittadini, oltre che dai problemi reali della città.

Noi non è possiamo rimanere muti: quella parte di città che sta compendo gli effetti che questo regolamento andrebbe a produrre lo sta ora assediando in tutte le sue parti. Né ai cittadini si può far credere che basti cambiare la composizione della maggioranza per aggiustare un regolamento nato sull’onda di generici richiami all’ordine ma che andrebbe a incidere su innumerevoli materie in modo che abbiamo più volte dimostrato approssimativo e contradditorio.

In questi giorni ci stiamo impegnando a raccordare le innumerevoli istanze di pescatori, cittadini e politici che chiedono che qualcuno faccia l’impossibile per porre rimedio a un nuovo e clamoroso potenziale disastro sul punto di essere varato da questa amministrazione.

Sul tema specifico, comunque, tra l’approvazione dell’articolo di regolamento così come proposto dall’assessore Negretti e il giusto risentimento di chi sta per vedersi definitivamente negato il diritto di pesca a Como c’è, e lo diciamo con fierezza, ancora un emendamento di Civitas che resta, anche dal punto di vista procedurale, l’ultima ciambella di salvataggio, oltre la quale il regolamento, se alla fine approvato nel suo insieme, produrrebbe un definitivo divieto senza alcun senso. Lavorare per i cittadini è anche mettere a disposizione competenze, capacità e strumenti amministrativi che sono il sale del confronto democratico all’interno delle istituzioni.

Noi pratichiamo un’azione politica fatta di ascolto, di comprensione, di approfondimento di competenze specifiche, anche procedurali e metodologiche. Nessuno degli oltre 50 emendamenti che abbiamo presentato a questo regolamento è ostruzionistico o casuale, ma intende porre all’attenzione problemi reali sottovalutati dagli estensori perché la complessità della vita richiede che sia prestata la massima attenzione a tutte le sensibilità e a tutte le esigenze, caratteristiche che sembrano essere mancate nel lungo processo (due anni) che ha condotto a questo regolamento.

Se un nuovo e aggiornato regolamento di polizia urbana è necessario, lo è per adeguare alle mutate esigenze e situazioni la giusta  e corretta convivenza civile tra le persone. Ci opponiamo, invece, all’idea che esso debba divenire l’occasione per produrre uno strumento repressivo delle libertà e di comportamenti innocui e legittimi.

In ultima istanza, ancora una volta rivendichiamo la centralità dell’azione di Civitas nel processo in corso, certificata dai fatti e dalle azioni prodotte all’interno dei lavori consiliari, in specifico sul regolamento di Polizia Urbana, pronti a documentare ciò in tutte le sedi.