Nidi a Como – Lasciamo parlare i numeri

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Nidi a Como – Lasciamo parlare i numeri

Alle volte non servono parole ma dati. Ognuno poi se ne farà un’opinione.

Ecco, allora, alcuni dati accompagnati da qualche brevissima considerazione.

1 – Andamento dei bambini nei nidi comunali dal 2010

C’è solo da sottolineare come dal 2012 al 2017 il Governo impose restrizioni molto dure fino al blocco delle assunzioni nei Comuni. Il settore dei nidi (personale educativo, di cucina e di servizio) fu duramente penalizzato e fu necessario unire i bambini iscritti nel nido di Camerlata con quelli in via Giussani, con le stesse educatrici.

2 – Dati sulla prima infanzia a Como

I bambini da 0 a 3 anni residenti a Como nel 2023 erano 1582. (fonte: Comune di Como)

3 – Capienza dei nidi comunali della città di Como

quartiere/viacapienza
Albate60
Lora60
Monte Olimpino30
Sagnino 60
via Giussani60
via Italia Libera60
via Palestro60
via Passeri60
Via Zezio60
TOTALE510

4 – Attuale utilizzo dei nidi comunali (fonte: Comune di Como)

L’utilizzo solo parziale dei nidi è in buona parte dovuto alle mancate assunzioni di personale (anzitutto educativo) che dal 2017 sarebbero state, invece, nuovamente possibili.

5 – Legge di Bilancio 30 dicembre 2021, n. 234

Questa legge fissa per tutti i Comuni al 33% la minima offerta di servizi educativi per l’infanzia (Livello Essenziale delle Prestazioni). Per il Comune di Como questo significa disporre di un minimo di 522 posti. Il Comune se la cava grazie a 224 posti in nidi privati “non convenzionati” e a 105 posti nelle “sezioni primavera” presenti in diverse scuole per l’infanzia private.

Tuttavia:

  • sarebbe necessario chiarire se i posti nei nidi privati sono effettivamente riservati a bambini residenti in città e non assegnati a utenti di altri comuni i cui genitori lavorano a Como;
  • quanto detto sopra vale, naturalmente, anche per le cosiddette “sezioni primavera” che, tra l’altro accolgono solo bambini che abbiano compiuto due anni.

La riflessione precedente, anche alla luce della norma, suggerirebbe di considerare le numerose persone che raggiungono ogni giorno la città dai Comuni di cintura che sono probabilmente in difficoltà nell’offrire servizi di nido. Il mettere a disposizione alcuni posti nei nidi comunali del Capoluogo porterebbe sicuri vantaggi grazie alla ridistribuzione dei costi fissi (utenze e servizi) su una platea più ampia. Dall’analisi della bozza di convenzione coi privati, nella quale non si parla dei costi per utenze e per manutenzioni, sembra doversi desumere che i “risparmi” per l’amministrazione cittadina siano riconducibili esclusivamente ai costi legati al personale e alla fornitura di servizi accessori come la mensa. Non si hanno notizie di iniziative per arrivare a convenzioni con altre amministrazioni comunali.

6 – Confronto con gli altri capoluoghi lombardi

Nidi Comunalinumero Abitanti
(anno 2023)
abitanti / nido
Bergamo12120.232 10.019
Brescia11197.74617.977
Como 983.5049.278
Cremona470.84517.711
Lecco147.103 47.103
Lodi244.70922.354
Mantova448.961 12.240
Monza7123.61817.660
Pavia870.9048.863
Sondrio521.195 4.239
Varese278.40939.204

Questa tabella conferma la prestigiosa eredità lasciata agli amministratori comaschi da chi nei lustri passati è stato capace di realizzare, garantire e mantenere questo servizio fondamentale per i genitori che lavorano (potenzialmente “tutti”) e per una crescita armonica dei bambini e delle bambine.

7 – Ulteriori dati sulla popolazione della città di Como

Residenti in Como in età prescolare (0/6 anni)  4.099 (fonte: DOCUMENTO Unico di Programmazione (DUP) comune di Como 2024-2026

Sullo stesso argomento leggi qui:

Servizi alla persona: cosa succede? – Civitas – Progetto Città (civitascomo.it)

Chiusura nidi comunali? Non basta l’indignazione – Civitas – Progetto Città (civitascomo.it)