OLTRE IL DORMITORIO

18Nov

OLTRE IL DORMITORIO

L’obiettivo non può che essere quello di porre al centro la persona e il diritto all’abitare, ma non sembra questa la priorità degli amministratori comaschi

Invece, mentre a Como ancora si deve cominciare, pochi giorni fa sono stati presentati i risultati del monitoraggio dei progetti di Housing First realizzati in tutte quelle realtà che (come la nostra città) chiesero e ottennero le risorse rese disponibili dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali con il PON dell’ottobre 2016.

Proprio queste risorse, trasferite ai territori e che la nostra città ha ricevuto nel 2017 (843.000 € lasciati a disposizione di questa amministrazione da chi li ha preceduti, all’inizio del suo mandato)  ma che solo da poche settimane ha iniziato a utilizzare, hanno permesso altrove, dove il talento ricevuto non è stato sepolto, di portare a termine esperienze davvero significative. Non si è trattato solo di fornire una casa a persone che vivevano sulla strada, ma anche di assicurare quel supporto motivazionale attraverso l’azione di operatori competenti messi in campo.

I risultati sono stai straordinariamente interessanti e danno ragione a chi, come chi scrive, ha sempre creduto che per raggiungere obiettivi importanti sia necessario porsi obiettivi ambiziosi.

Gli esiti delle azioni svolte nel periodo 2017-2019 riguardanti 31 progetti sono stati illustrati il 27 Ottobre scorso in una conferenza stampa dal Network Housing First Italia.

Vediamo dunque questi risultati, ottenuti in 29 città (Como non c’è) distribuite in 9 regioni.

Le persone  sottratte alla vita sulla strada e inserite in una casa sono state 420.

Per tutti costoro si è trattato di una vera riconquista della dignità e dei diritti.

Gli alloggi resi disponibili sono stati 177, dei quali il 69% offerti in affitto e i restanti in comodato

Il 44% delle persone coinvolte ha recuperato le condizioni per tornare a reggersi con le proprie forze, grazie a un lavoro tornato possibile (dalla strada non lo è!) che ha consentito loro anche di poter cominciare a concorrere alle spese. Ciò restituisce dignità a chi ha conosciuto l’umiliazione di dover dipendere totalmente dai sussidi.

Gli alloggi sono stati individuati non in aree marginali o degradate, spesso in zone centrali o limitrofe, evitando una diversa ghettizzazione.

 

Infine il dato più importante, che riguarda i costi. Ebbene, come mostrato nella figura, interventi di Housing first oltre ad essere inconfrontabilmente più efficaci dal punto di vista umano e sociale, hanno un costo modestissimo (26 €/giorno per persona): nemmeno confrontabile col costo del carcere (137 €/giorno), dell’ospedale (600 €/giorno) o della comunità psichiatrica (140-160 €/giorno) ma anche con il costo della struttura a bassa soglia (32 €/giorno) e risultando addirittura confrontabili col costo di un normale dormitorio (16 €/giorno).

 

P.S. Chi lo volesse trova tutti i dati alla pagina:

Housing First si conferma il miglior approccio